The following poems have been written in Italian by a group of Catalan students during an Italian language course, starting from a model the teacher gave them

L’eternità
by Anna

Lunghi come un giorno senza fine
sono stati i giorni senza te.
Per te sempre ritornerò
laddove ti troverò

Identità
by Catalan Anonimous

Calde come il sole
sono state le sue canzoni.
Per lei è il mio nome
la rima in cuore e cognome.

Poesia n° 2

Bella come un’occhiata
fugace e gentile una non ammirata.
Sulle sue labbra calde m’innamora
il dolce baciare con gusto d’aurora.

Senza titolo

Caldo come fuoco
è stato anche il suo specchio.
Per lei fa’ brillar il sole
per lei acchiappa le stelle.

Mare e montagna

Bello come la montagna
chiaro come il mare
insieme tutta le gente
verso l’eternità.

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Francesco Targhetta is a young poet, born in Treviso in 1980. He is a high school teacher. He published two books: Fiaschi (that means both ‘flasks, bottles of wine’ and ‘failures’) in 2009 and Perciò veniamo bene nelle fotografie (That’s why we look good on pictures), a novel in verses, in 2012.

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da Fiaschi (ExCogita, 2009)

L’elezione

T’ha nominata venti volte almeno
l’amico in comune, e il tuo ragazzo
che porta le pizze col motorino.
Ed è la torbida primavera bianca,
manifesti elettorali sui muri,
per le strade della domenica
i primi mandorli in fiore. E non so
se è rimpianto o forza che mi procuri,
se votare te o Rifondazione.

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Il cassetto dei sacchetti per la spesa

Il cesto azzurro del Pellicano tiene
poca roba, ma basta: dei biscotti,
qualche yogurt, due cartoni di latte,
il Philadelphia, dei Granetti e un pacco
di pasta. Ogni volta alla cassa il tipo
con le basette mi dà il sacchetto
con la scritta del market, ed io a casa
li ficco in un cassetto, come il giorno
che finisce di nero sui muri.

Oggi però sul marciapiede di buche
i colori del semaforo tremavano
scuri, il sacchetto tagliava le mani
di plastica e briciole di macchine
mi restavano addosso: bisogna
capire al semaforo rosso se riempire
il cassetto o mollare l’osso.

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da Perciò veniamo bene nelle fotografie

Vorrei parlarti per messaggi predefiniti,
tipo sono in riunione, ti chiamo dopo
____o arrivo tardi, non aspettarmi,
e consacrarti un’antenna telefonica
mascherata da cartello stradale,
o il suono degli allarmi il pomeriggio
alle sei, quando starai sul divano
____meditando sulla penisola
per la cucina, e riempire mille moduli
col tuo codice fiscale, prenotarti
delle visite presto la mattina leggendo
nell’attesa la cronaca locale, guadagnare
con un gratta e vinci anche solo dieci
euro, per comprarne un altro e perderli
subito, ma voglio riservarti qualche brivido,
_____mica soltanto queste angosce
_____da amministrazione pubblica,
perché è ripido lo scivolo, lo sai,
e per dedicarti un mutuo alla radio
dicendoti ti amo dovrò aspettare
chissà quanto ancora, come prenotare
_____un agriturismo per riscoprire
la vita vera, immersi in piscina, e il sapore
della ciambella di Sora, con il rischio
di stancarci di tutto molto molto prima,
ascoltando i dischi di musica leggera
___che vendono solo in autogrill.
__________________________Delle volte
mi chiedo, però, tu cosa vuoi: se vivere
a lungo coi prodotti delle coop, le pizze
clandestine, tortillas, piadine, i gelati
per cena che non fanno crescere il PIL,
e acquistare pandori solo dopo la Befana,
___quando restano quelli glassati
e coperti da strati di cacao rappreso,
______o se invece ci vedi bene in banca,
sovrappeso, da degli amici a mangiare
la fonduta con conoscenti nella guardia
di finanza, recandoci la domenica
mattina a visitare dei musei minori
o i mercatini dove trovi i francobolli
e i santini dei conventi più oscuri,
______e tornando a casa coi piedi sul cruscotto
ci slanceremo come pazzi per le strade
a curve attorno agli stadi, lungo il viadotto
della stazione, cercando l’ingresso
per settimane zeppe di freddo agro,
con la congestione degli arti risolta
a furia di stufe a pellet: cosa vuoi,
cara, tra questo? E se taci va bene
lo stesso, perché a scegliere sarà
piuttosto il consiglio dei ministri,
un crollo, un taglio, questo mondo
che ci scippa___________che ci sfugge
____come un ladro.

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Una poesia inedita [an unpublished poem]

R

Riccardo come lavoro collabora:
lo incontri a cene di amici in comune
sul suono infranto dei tagliaerba,
e rauco ti spiega tritando le rape
dei centri giovani e associazioni,
dei corsi che tiene di italiano
per gli immigrati dei cantieri edili,
le stanghette degli occhiali che ballano
sui suoi tocchi continui con l’indice
e risate al barbecue spente
su ansie a cui poi ripensare.

Quando gli chiedono come va,
risponde sempre «discretamente»
oppure, di rado,
____________«non c’è male».

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